Posted by gg at August 8th, 2007
Bersani e la sua simpatica pelata, riscuotono successo. Grida di giubilo, hurrà, brindisi in suo onore rimbalzano dal tacco alla punta dello Stivale, passando per il polpaccio. Dopo il colpo mortale inferto alle compagnia telefoniche (a anche qui giù giubili, brindisi e hurrà) stavolta tocca ai petrolieri. Incurante della calura, quasi per contrappasso (ah, il riscaldamento globale), l’Inarrestabile di Piacenza convoca i petrolieri per chiedere spiegazioni sugli inenarrabili aumenti dei giorni scorsi. Pronte le reazioni:
- Carlo Stagnaro, per Realismo Energico, blog dell’Istituto Bruno Leoni dedicato ai problemi energetici punta il dito, giustamente, sulle tasse: “L’unica cosa che il governo può e deve fare, quindi, è convocare se stesso per fare una dignitosa marcia indietro, - dice Stagnaro - chiedere scusa alle compagnie e ai consumatori, e ridurre le tasse.”
- Reazione di segno opposto, in verità nata in contrapposizione al parere di Stagnaro, è quella di giornalettismo, blog ospitato da il Cannocchiale. Secondo l’indagine di Giornalettismo, il livello di imposizione fiscale italiano sul carburante è tra i più bassi d’Europa, quindi la disparità di prezzi esisterebbe in virtù di un orrendo appannaggio a favore dei soliti ricchi. Più in basso, quasi alla fine, viene contestata anche quella giustificazione consistente nell’imputare il superprezzo della super in Italia all’inefficienza della rete distributiva.
-L’argomentazione dell’inefficienza della rete distributiva era stata trattata, tempo fa (e bisogna riconoscere loro il merito di averlo fatto prima di questa querelle da ombrellone) da LibMagazine, che riprendeva i cahiers de doléance dell’Unione Petrolifera.
Una domanda agli arditi investigatori della sostanza delle accise e dell’IVA, e quindi di ciò che ingiustamente e oltremisura rimane nelle tasche dei petrolieri. La cifra che verrebbe trangugiata dalla lobby petrolifera, è netta? E’ lorda? E se fosse lorda (come in verità è) agisce un ulteriore livello di imposizione o no? E questo ulteriore livello di imposizione fiscale, è più alto o più basso di quello dei paesi citati nel post di giornalettismo? Tenendo conto di quanto scritto da LibMagazine tempo fa, da Stagnaro qualche giorno fa e da Giornalettismo ieri, quanto rimane in tasca alle compagnie petrolifere?