http://infoflux.netsons.org/index.php/2008/05/05/la-libia-preoccupa
Ringrazio raser per l’articolo scritto sul suo blog, per avermi riportato ad una notizia sfuggita nel flusso esuberante di ogni giorno. L’articolo in questione, è da precisare, non è tanto preoccupato dalla Lega Nord, come ho scritto per faziosa estensione nel titolo, quanto da un suo militante: Roberto Calderoli. Più che preoccupata, per affinare ancora di più il concetto, sarebbe, pare, pronta a modificare il suo rapporto politico con l’Italia qual’ora il sopracitato diventasse nuovamente Ministro.
Facile risalire alle motivazioni di tanto astio. Difficile capire come alla Libia convenga coltivarlo - l’astio - piuttosto che esprimere una preoccupazione od un’idea in modo più diplomatico. Sicuramente la situazione rischierebbe di tornare delicata, soprattutto a causa della difficile analisi di certi fatti politici attraverso diverse culture politiche e religiose e quindi di un difficile dialogo. Ma credo che alla fine prevarrà un sobrio interesse politico.
Ecco l’articolo in questione tratto da La Repubblica:
ROMA - La Libia minaccia “ripercussioni catastrofiche nelle relazioni con l’Italia” se Calderoli tornerà a fare il ministro. Lo ha affermato il figlio del leader libico Muammar Gheddafi, Saif El Islam, secondo quanto riportato dall’agenzia ufficiale libica Jana. “E’ un affare interno che riguarda l’Italia, ma la questione è molto grave”.
La nota della Jana ricorda infatti la manifestazione di protesta scoppiata a Bengasi il 17 febbraio 2006 contro il Consolato italiano in seguito alla maglietta con la vignetta anti-islamica mostrata dall’allora ministro delle Riforme durante un’intervista televisiva. I manifestanti furono affrontati dalla polizia in scontri che riportarono un bilancio di 11 morti.
“La crisi - si legge nel testo della Jana - è stata allora circoscritta, causando anche le dimissioni del ministro italiano. Ma in seguito alla vittoria della destra italiana nelle ultime elezioni, sono giunte voci sulla possibilità di ricandidare nuovamente quel ministro, che si considera il vero assassino dei cittadini libici morti in quell’occasione”.
Alle pesanti accuse libiche, non tarda ad arrivare la risposta dello stesso Calderoli: “La scelta della squadra di governo spetta a Silvio Berlusconi che ha avuto un mandato dal popolo che è sovrano, partendo proprio dalle indicazioni che quel popolo gli ha fornito”. Anche Mario Borghezio ha commentato le dichiarazioni del figlio del leader libico: “Le terribili minacce che giungono da Tripoli dimostrano che avevo visto giusto indicando la Libia come regista della strategia di invasione delle coste meridionali del nostro Paese. Per fortuna, grazie agli elettori, vi sarà finalmente nel nuovo governo la presenza significativa dei crociati della Lega Nord, in grado di combattere fermamente il pericolo del terrorismo jihadista e i suoi palesi e occulti sostenitori. L’Italia, grazie anche alla Padania, è un grande Paese e non si farà intimidire da chi semina sentimenti di odio contro di noi, contro la nostra religione e contro la nostra civiltà”.
(2 maggio 2008)
Se devo dire la mia fingendo di essere un arbitro super partes: come dicevo più su, Saif El Islam è stato poco diplomatico nell’esternare il suo pensiero; però non riesco a non essere almeno comprensivo con lui e con i cittadini libici che pensano che quei morti siano responsabilità di Calderoli. E’ sicuramente una scorciatoia d’opinione poco illuminata, che taglia fuori molte considerazioni politiche ed etiche e diplomatiche. Ma se fossi nei panni di un libico e se ragionassi più di pancia che di fino, non esiterei a prendere la stessa scorciatoia.
C’è inoltre da dire che se fossimo tutti paesi di cultura liberista, democratica e moderna individui come Calderoli li si farebbero sprofondare nella merda senza bisogno di morti; magari solo con carta e penna in mano alla persona giusta.
Concludo tranquillizzando i lettori su Borghezio: non preoccupatevi: non è umanamente possibile che abbia visto qualcosa giusto.